Esplorazione Subacquea: Il Mistero del Lago di Beinette, la Sorgente Effervescente

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Un resoconto affascinante di un'avventura subacquea nel misterioso Lago di Beinette, noto come "il lago che bolle", dove la natura rivela fenomeni unici e paesaggi sommersi inaspettati, superando sfide e catturando la bellezza di un ecosistema straordinario.

Svelando i segreti del lago che respira: un viaggio subacqueo tra bolle e leggende.

Il Lago di Beinette: Una Risorgiva Unica nel Panorama Italiano

Situato nella provincia di Cuneo, precisamente nella direzione di Chiusa Pesio, si trova il Lago di Beinette, celebre per il suo appellativo di "lago che bolle". Questo bacino naturale rappresenta una delle più significative risorgive del territorio italiano, con una storia che risale al 1400, quando le sue acque erano già impiegate per l'irrigazione delle coltivazioni nella Valle Pesio. Il lago è alimentato da tre rami sotterranei che convogliano le acque dei torrenti Gesso e Vermenagna, garantendo una portata d'acqua di ben 2000 litri al minuto. Il singolare fenomeno del "ribollimento" del fondale è generato dalla forza con cui l'acqua emergente dai rami sotterranei risale in superficie. Il fondale è composto da sabbia di origine carbonatica, mentre il fango viene spinto e si deposita lungo i margini del lago.

Un Paesaggio Sommerso Surreale e le Leggende che lo Avvolgono

Le costanti bolle che eruttano dal fondo del lago sollevano la sabbia pesante, conferendo all'ambiente un aspetto quasi irreale e intriso di mistero. Le acque del lago mantengono una temperatura di circa 9/10 gradi. Quando la temperatura esterna è superiore a quella dell'acqua, si forma una densa coltre di nebbia che intensifica l'atmosfera suggestiva del luogo. Questo scenario ha dato origine a diverse leggende, tra cui la più diffusa narra di un contadino che, con il suo carro trainato da buoi, fu inghiottito dalle sabbie mobili e scomparve per sempre nelle profondità del lago. La realtà, tuttavia, è meno drammatica: il Lago di Beinette ha una profondità massima di soli sette metri. Per i tre quarti del suo perimetro, il lago è delimitato da un argine di cemento, mentre la parte restante è circondata da fitta boscaglia. All'interno del bacino, la vegetazione acquatica è presente, sebbene la fauna sia scarsa a causa del ridotto contenuto di ossigeno nelle acque che emergono dal sottosuolo.

La Chiamata dell'Avventura: Preparativi per l'Immersione

La mia attenzione è stata catturata per caso dalla singolarità di questo lago, osservando un video di un amico subacqueo che aveva esplorato le sue profondità. L'immagine delle bolle sommerse ha acceso in me un entusiasmo contagioso. Ho condiviso questa scoperta con un collega subacqueo, Gianluca, e insieme abbiamo deciso di organizzare una spedizione per esplorare il Lago di Beinette. A pochi giorni dalla data fissata, le previsioni meteo annunciavano pioggia e neve, condizioni che, sorprendentemente, abbiamo accolto con ottimismo, quasi scaramanticamente, per non posticipare l'esperienza. Spesso, infatti, i piani rimandati finiscono per non realizzarsi.

Un Ingresso Impegnativo: Fango, Sicurezza e un Iniziale Fallimento

Nonostante qualche perplessità iniziale sul meteo, abbiamo deciso di non rimandare l'immersione. La sera precedente, ho preparato la mia bibombola, un equipaggiamento che non usavo da tempo, decidendo di lasciare a casa il rebreather, più adatto ad altri contesti. La mattina seguente, ho raggiunto Gianluca e Filippo. Caricata l'attrezzatura sulla Jeep di Gianluca, siamo partiti. La pioggia costante ci ha accompagnati fino alle immediate vicinanze del lago. Il bacino, con un diametro di circa cinquanta metri, si presentava con uno specchio d'acqua azzurra al centro, in netto contrasto con il colore fangoso dei margini che lo circondavano come un anello protettivo. Gran parte del lago era delimitata da un muretto di cemento con una piccola apertura che controllava il deflusso dell'acqua in un ruscello. Il resto del perimetro era costituito da prati e boscaglia.

La spiacevole sorpresa è stata trovare la stradina che conduceva al lago e il prato circostante completamente intrisi d'acqua e ricoperti da un fango argilloso e appiccicoso. Gianluca è riuscito ad avvicinare la Jeep al muretto per facilitare lo scarico dell'attrezzatura. Sotto la pioggia, abbiamo trasportato le bibombola fino all'inizio del muretto, attraversando il prato zuppo. Ci siamo vestiti con le mute stagne e ci siamo avvicinati al lago per osservare la discesa nel blu. Il primo passo è stato uno scivolone, una chiara indicazione della scivolosità del terreno.

Immersione nelle Profondità: Bolle, Sabbia e un Fondale Luminoso

Abbiamo fissato una corda a un albero sulla riva e l'abbiamo calata nel lago con un peso, per avere un appiglio solido durante la risalita, data la presenza di fango spesso. Mentre sistemavamo la corda e agganciavamo la macchina fotografica al pallone di segnalazione per farla galleggiare, affondavo costantemente nel terreno. Gianluca è scivolato e si è appoggiato sull'unico sasso che spuntava dal fango melmoso. Abbiamo riso, ma la sensazione era decisamente spiacevole. Lo strato fangoso era spesso circa trenta centimetri, ma l'acqua, incredibilmente limpida, scorreva rapidamente, pulendo la nuvola grigia sollevata dai nostri passi. Ero perplessa. Filippo aveva preparato la sua Go-pro, molto più leggera da maneggiare. Il cielo era grigio, ma il centro del lago manteneva un invitante colore blu. Sono stata la prima a entrare in acqua. Mi hanno aiutato a indossare la bibombola e a superare lo strato fangoso per accedere al lago. Il peso dell'attrezzatura mi ha fatto affondare ancora di più. È stata una sensazione molto sgradevole! Infilare le pinne è stata un'impresa, scivolavo continuamente. Finalmente, ero vicina al blu e mi sono lasciata cadere all'indietro nell'acqua. Come in una scena comica, sono rimasta appesa con le pinne incastrate nel fango melmoso e la testa sott'acqua. Ho deciso che non andava bene. Ho tolto le pinne e ho voluto uscire.

La Riscoperta del Blu: Un'Esperienza Trasformativa Sott'Acqua

I miei compagni mi hanno tirato fuori, e sono tornata al muretto con una sensazione di disagio che non avevo mai provato. Abbiamo deciso che almeno uno di noi doveva rimanere fuori, data la situazione. Mi sono tolta l'attrezzatura e ho aiutato Gianluca e Filippo a entrare. Le nostre mute stagne erano ormai di colore marrone. Sono scomparsi sott'acqua e ho seguito il loro movimento dalle bolle che emergevano in superficie. Ho perlustrato il bordo dell'acqua finché non ho trovato un punto in cui il prato si interrompeva vicino al lago, senza il bordo fangoso. Perfetto, sarei entrata da lì. Ho aspettato che completassero il loro giro sott'acqua, e quando sono riemersi, i loro racconti entusiasti mi hanno dato sollievo. Filippo è uscito tirandosi con la corda, mentre Gianluca mi aspettava in acqua. Ho rimesso la bibombola e, con Filippo, ho raggiunto il punto in cui, con il classico passo del gigante, mi sono finalmente tuffata in acqua. Ok, scendiamo. L'acqua, inizialmente opaca a causa del passaggio di Gianluca e Filippo, si è schiarita incredibilmente in breve tempo, grazie alla costante corrente. Era come trovarsi in un luogo irreale, pennacchi di bolle sollevavano la sabbia creando forme in continuo movimento.

La Magia Sott'Acqua: Tra Bolle, Sabbia e Luce

In alcuni tratti, distese di sabbia piatte e levigate suggerivano il lungo tempo necessario per la formazione di queste meraviglie naturali. Lo scenario era incredibile, con bolle che emergevano ovunque dal fondo e da angoli nascosti tra le rocce. Ci siamo spostati esplorando l'ambiente. La vegetazione acquatica vicino alla superficie era fitta. Gianluca illuminava i punti strategici mentre scattavo fotografie. Questo luogo non era facile per la fotografia, catturare la luce era complesso, richiedeva di rimanere a bassa quota. Ho provato. Sembrava di essere all'interno di un vulcano liquido. La sgradevole sensazione del fango in cui si affondava era svanita. Il fondale era chiarissimo, oscillava tra il bianco e il beige. Ho preso in mano la sabbia per capire, sembrava composta da piccoli sassolini concrezionati.

Il Mistero del Blu Intenso: La Scienza Dietro la Bellezza

Lasciando viaggiare la fantasia, ci si può immaginare immersi in un luogo magico, dove chissà quale stregoneria si nasconde. Abbiamo ripetuto il giro un paio di volte prima di decidere di risalire. L'effetto del colore azzurro intenso che si osserva dall'esterno è incredibile, mentre tutto intorno è fango marrone. Ma questa è la vera magia della natura: l'acqua limpidissima e il fondale chiarissimo permettono alla luce solare, indipendentemente dal colore del cielo, di essere assorbita dalle molecole d'acqua che diffondono le onde corte, proiettando il blu e l'azzurro, mentre quelle lunghe, rosse e gialle, scompaiono.

Consigli Pratici e L'Indimenticabile Esperienza dell'Uscita

Dopo l'immersione, ci siamo dichiarati soddisfatti e felici! Filippo rideva dal bordo mentre ci raccontavamo la gioia appena vissuta, nonostante la fatica. "Gianluca, Filippo, non salgo dal fango, mi tolgo la bibombola in acqua!" Hanno riso di me, ma mi hanno aiutato. Filippo ha preso la mia attrezzatura, mentre io sono uscita con una spinta delle pinne dall'acqua, tirandomi verso il bordo del prato. Poi abbiamo aiutato Gianluca, che è risalito orgogliosamente dal fango. Recuperata la corda e l'attrezzatura, abbiamo riso di come le nostre mute stagne fossero ricoperte di fango appiccicoso. Durante il viaggio di ritorno, ci siamo raccontati l'avventura appena conclusa, con la soddisfazione di aver visitato questo luogo così raro. L'immersione, pur sembrando semplice, richiede attenzione durante l'ingresso e l'uscita a causa del fango melmoso che circonda il lago. Anche con una monobombola o una piccola bibombola, è possibile esplorare questo luogo magico. La pioggia o le piogge persistenti possono rendere più complesse le operazioni di ingresso e uscita, quindi è consigliabile avere delle corde e l'assistenza di una persona esterna. Per gli appassionati di video e fotografia, è un luogo da non perdere.

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